APPROFONDIMENTI: Lake Como Comic Art Festival: parla l'organizzatore Arnaud Lapeyre

Lake Como Comic Art Festival: parla l'organizzatore Arnaud Lapeyre

Intervista in esclusiva a Lapeyre, organizzatore, insieme a Steve Morger, dell'evento che si terrà a Villa Erba a Como il prossimo 18/19 maggio.

Di: Redazione ComicArtCity | Pubblicato il:30/04/2019


E' tutto pronto per la seconda edizione del LCCAF (Lake Como Comic Art Festival) che si terrà il 18 e 19 maggio 2019 nella bellissima Villa Erba sulle rive del lago di Como.
Anche questa edizione sarà ricca di ospiti internazionali e venditori di tavole originali. Ecco alcuni dei nomi presenti:  Mike Mignola, Bill Sienkiewicz, Don Rosa, Humberto Ramos, Lee Bermejo, Simone Bianchi, Travis Charest, Frank Cho, Terry Dodson, Juanjo Guarnido, Viktor Kalvachev, Steve Mannion, Sanjulian.
Un elenco con tutti gli ospiti è disponibile a questo link.
I biglietti partono da 125 euro (diritti di prevendita esclusi) per un giorno a scelta tra sabato o domenica e possono essere acquistati a questo link
Per chi vuole partecipare ad entrambi i giorni può acquistare il biglietto da 200 euro (sempre eslusi i diritti di prevendita) che da la possibilità di avere anche un portfolio a tiratura limitata.
Infine, per chi vuole vivere al massimo l'evento e non vuole farsi mancare niente, può acquistare il biglietto da 450 euro che dà diritto, oltre all'ingesso nei due giorni della manifestazione e al portfolio, a partecipare al party di apertura di venerdì 17 maggio.
Per iniziare a vivere l'atmosfera dell'evento abbiamo deciso di fare alcune domande a Arnaud Lapeyre, uno dei due organizzatori dell'evento (l'altro è Steve Morger). 
Nato nel 1977, Arnaud, che ha iniziato a lavorare nei negozi di fumetti durante gli anni in cui studiava,  è co-proprietario dei negozi Pulp's stores (con sedi a Parigi e Bordeaux) e della società di distribuzione ALCA. In passato è stato tra gli organizzatori del Paris Comics Expo: l'ultima edizione si è tenuta 3 anni fa.

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Allora Arnaud, iniziamo questa nostra lunga chiacchierata parlando subito della LCCAF, una manifestazione molto particolare, tutta incentrata sulle tavole originali e con autori di primo piano a livello internazionale. Perché avete scelto di organizzarla proprio in Italia e non in qualche location americana o francese, dove gli originali hanno raggiunto prezzi paragonabili a quelli dell’arte contemporanea?
 
Sì, è vero che il mercato delle tavole originali ormai può raggiungere prezzi incredibili e quindi, se ci fossimo preoccupati principalmente di avere una grande ritorno economico o di organizzare semplicemente una vendita all'asta di tavole originali, avremmo davvero organizzato il Festival a New York, Parigi o Bruxelles o in una altra location dove i prezzi raggiungono cifre più elevate che in Italia. Ma per noi offrire un ambiente idilliaco a tutti coloro che fossero intervenuti alla manifestazione era un obiettivo altrettanto importante.
Il mio socio Steve Morger è letteralmente innamorato del Lago di Como e ha pensato che sarebbe stato il luogo perfetto per come è stato concepito questo festival. Quando ho scoperto per la prima volta Villa Erba, pur essendo un parigino piuttosto disincantato, sono rimasto sbalordito e ho compreso perché Steve amasse così tanto questo luogo.  

Come hai conosciuto  Steve Morger, l’altro organizzatore dell’evento, e perché avete deciso di organizzare insieme la LCCAF? 
Ci conosciamo da molti anni grazie agli eventi che ha organizzato e agli artisti che rappresenta. Le nostre precedenti rispettive manifestazioni (Big Wow e Paris Comics Expo) sono state sviluppate in modo molto simile, sia come presenze che nella volontà di costruire i nostri eventi attorno i fumetti e agli artisti. E io non volevo organizzare un nuovo evento simile a quelli precedenti perché c'erano troppi aspetti che non mi affascinavano più. Inoltre il Paris Comics Expo era diventata una manifestazione enorme, che richiedeva un altrettanto enorme dispendio di tempo, con centinaia di ospiti e interventi tra i più disparati.
Quando Steve mi ha parlato di un festival molto più focalizzato sulla figura degli artisti, l’idea mi è subito piaciuta perché questo aspetto appassiona entrambi.
Abbiamo la fortuna di poter provare a sviluppare una manifestazione che corrisponde alla nostra passione senza quei compromessi che è necessario fare quando si organizza un festival per un grande pubblico.  

L’organizzazione della LCCAF è filata liscia oppure la burocrazia italiana vi ha creato qualche problema? 
Hahaha, è davvero una domanda divertente. In effetti, da già per scontato la risposta... In realtà non è stato quello il maggiore problema. Diciamo piuttosto che pensavo che organizzare un festival attraverso un'impresa francese sarebbe stato molto semplice. Un pò come lo scambio di merci tra paesi. In realtà, ho scoperto presto che non sarebbe stato così semplice. La cosa più difficile era avere risposte precise perché questo tipo di configurazione organizzativa non è così comune. Ad esempio, è impossibile utilizzare una organizzazione di vendita di biglietti che non sia italiana, mentre avevamo già tutto pronto con l’agenzia che usavo per Paris Comics Expo. Una volta fatta chiarezza, i documenti e le autorizzazioni sono arrivati, fortunatamente, molto rapidamente.

Ci spieghi in sintesi come funziona la manifestazione?  
Come ho detto, la maggior parte dei festival, anche quelli costruiti intorno ai fumetti, si sono ora aperti ad altri aspetti di questo universo per attrarre sempre più visitatori. Il risultato è che partecipano sempre più spettatori di film di supereroi che lettori di fumetti, quindi è comprensibile che gli organizzatori seguano questo percorso. Noi invece abbiamo voluto rompere questa dinamica di aumentare sempre il numero dei visitatori, rimanendo fedeli alla nostra visione di uno spettacolo che rimasse incentrato sugli autori, la loro arte e sul fumetto in generale.
Limitare il numero di visitatori implica necessariamente un prezzo più alto del biglietto per rendere possibile questo evento, ma crediamo anche che incontri di qualità e più tempo con gli artisti sia un vantaggio incomparabile.
La maggior parte dei visitatori è abituata a pensare ai disegni o alle tavole originali che potranno acquistare e questo è spesso uno degli obiettivi principali della loro presenza nelle convention dedicate ai fumetti. Tutti quelli che sono venuti a LCCAF l'anno scorso sono stati ovviamente soddisfatti, da questo punto di vista, ma la grande differenza con qualsiasi altro festival è che hanno davvero potuto passare del tempo con gli autori, discutere, scambiare punti di vista. Questo è per loro il ricordo di un'esperienza incredibile che (secondo me) vale molto più di qualsiasi disegno.
I commenti e le opinioni che abbiamo raccolto vanno in quella direzione e ne sono la prova. Esiste forse un altro salotto dove puoi sederti di fronte ad alcune delle più grandi star del fumetto e chiacchierare tranquillamente senza avere 30 persone dietro che stanno aspettando una dedica?
Il festival potrà  ovviamente evolversi, con la presenza di più rivenditori o editori, ad esempio, ma il focus sarà sempre sugli artisti e sui fumetti. Questi sono il cuore pulsante del nostro festival e cercheremo sempre di privilegiare la qualità degli incontri che è possibile fare rispetto alla quantità di visitatori.

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Perché avete deciso di organizzare un festival con così tanti artisti importanti? 
Perché è il festival dei nostri sogni e vogliamo che sia imprescindibile e immancabile per tutti gli appassionati. Ciò implica invitare molti artisti eccezionali.

Ci saranno delle mostre di originali durante la LCCAF? 
Ci stiamo ancora lavorando e, in ogni caso, ci saranno molti rivenditori stranieri che intervengono molto raramente, o addirittura mai, in eventi che hanno luogo al di fuori degli Stati Uniti. 

I disegnatori scelgono in autonomia come vendere gli originali oppure voi organizzatori gli date delle indicazioni di massima? 
Assolutamente, ogni artista decide cosa, come e a quanto vendere le proprie opere. Noi chiediamo loro di firmare semplicemente la stampa del portfolio, in modo che ogni visitatore possa lasciare il festival con il proprio portfolio firmato da tutti gli artisti presenti. 

Sono previste sessioni di sketch gratuite? In caso contrario, per quale motivo?
No, perché non volevamo imporre un identico schema e sistema di lavoro a tutti gli artisti. Alcuni possono fare dozzine di schizzi in un giorno, altri solo una manciata. Ognuno ha il proprio ritmo di lavoro e differenti prezzi di vendita. Avremmo potuto prenderlo in considerazione se avessimo avuto solo pochi autori. Si sarebbe potuto allora scegliere di invitare autori che possano fare velocemente molti schizzi, ma non voglio che questo sia uno dei criteri di selezione. D’altronde, molto spesso, sono gli artisti stessi a offrire schizzi molto veloci a prezzi molto convenienti, altrimenti si può acquistare un disegno che richiede più tempo di esecuzione.
La nostra unica richiesta è che disegnino sul posto durante la manifestazione. Lo abbiamo chiesto anche a quelli che non lo fanno già più da qualche anno. Da un punto di vista di un europeo, questo può sembrare impensabile, ma molti artisti prestigiosi non vogliono più andare alle manifestazioni  o, se intervengono, non fanno disegni o schizzi sul posto, ma si limitano a firmare dediche (a pagamento). E questo è diventato un vero e proprio modello di business che ha profondamente cambiato le regole di ciò che un tempo sembrava abbastanza normale (farsi fare una semplice dedica dagli autori).

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Qual è il motivo per cui un collezionista italiano dovrebbe venire alla manifestazione? 
Prima di tutto, come ho già spiegato, soprattutto per l’aspetto umano. Nessun festival vi offrirà incontri di questa qualità. In precedenza, quando ho detto che ci si può sedere a chiacchierare con il proprio artista preferito, non è stato un esercizio di stile: abbiamo davvero piazzato delle sedie di fronte a quelle degli artisti per spingere all'interazione e promuovere realmente lo scambio di opinioni e la conversazione con loro.
Inoltre si potranno incontrare artisti che si potrebbero incontrare solo decidendo di andare, per esempio, sino a San Diego.
Infine i collezionisti faranno la conoscenza di molti venditori professionisti che non si recano mai all’estero e che proporranno tavole raramente viste in altre manifestazioni. 

Ci dai qualche consiglio per vivere al meglio la manifestazione?  
Di venire presto per chiedere le commission ai propri artisti preferiti e poi prendersi il tempo di scoprirne altri e di frequentare la masterclass e partecipare agli altri incontri. 

I prezzi dei biglietti sono abbastanza alti, ci puoi spiegare perché un collezionista dovrebbe spendere tutti questi soldi per partecipare alla LCCAF? 
È molto semplice, per la stessa ragione che vale in qualsiasi parte del mondo: la qualità ha un prezzo!
È impossibile organizzare un evento con star internazionali per un pubblico limitato al prezzo di 10 euro. Il prezzo può sembrare elevato ma solo se lo si confronta con altri eventi che però non hanno nulla a che vedere con il nostro. 

Non era meglio abbassare il prezzo dei biglietti in modo da consentire un maggiore afflusso di persone? 
No, perché in questo caso, non sarebbe affatto lo stesso festival. Ripeto: avere uno spettacolo con 20.000 visitatori non è affatto il nostro obiettivo. Portare molti più visitatori avrebbe un impatto negativo sulla qualità degli incontri. Vogliamo mantenere un ambiente calmo e un'atmosfera che favorisca gli incontri, da qui la scelta di avere un numero limitato di visitatori. 

Non pensi che focalizzare la manifestazione quasi esclusivamente su autori americani e del mondo dei supereroi renda l’evento molto di nicchia?
In Italia molti collezionisti non sono interessati al fumetto superoistico americano. Abbiamo iniziato il festival con molti altri artisti americani perché è l'universo del fumetto con il quale abbiamo più familiarità, ma non siamo affatto contrari all'idea di svilupparla in futuro con più artisti europei o manga. Quest'anno, vedrete che la presenza di autori europei crescerà e spero che questo continui in futuro. 

Perché non invitare anche autori italiani che disegnano altre tipologie di fumetti tipo autori Disney, Bonelli o Diabolik? 
Ci saranno autori italiani ma non abbiamo pensato alla presenza di artisti in termini di appartenenza a case editrici. 

Hai una tua propria collezione di originali? Su quali autori è focalizzata? 
Alcuni degli originali che posseggo sono esposti in uno dei miei negozi, Pulp's Comics a Parigi. Ma molto poco perché finora non sono ancora riuscito a costruire una mia collezione personale vera e propria. D’altronde, so che se lo facessi, non riuscirei più a fermarmi. Quindi lo faccio attraverso il negozio ma sono triste ogni volta che vendo una tavola che adoro, hahaha.

Hai anche tavole originali di autori italiani? 
Sì, un dipinto di Gabriele Dell'Otto. Le sue posture sono così emblematiche ... è davvero uno dei più grandi.

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Come vedi il mercato degli originali a livello internazionale? 
Sembra che ci sia un grande interesse per i grandi autori classici. Il livello spesso incredibile che hanno raggiunto le quotazioni di alcuni originali hanno l'effetto di dare risalto e importanza a tutto il settore dei comics, come spesso accade quando si parla di somme di denaro che sembrano pazzesche. Ciò genera interesse nei media e dà risalto a tutto il mondo del fumetto. Potrebbe non essere una cosa positiva, ma in ogni caso, tutto ciò che può aiutare a sviluppare questo mezzo di comunicazione, a me sta bene. 

E in Italia? 
In Italia c’è una vera passione per le tavole originali. Valga come esempio il fatto che ci siano più rivenditori di tavole originali alla fiera di Lucca che a quella di Angoulême.

Dove acquisti le tue tavole? Direttamente dagli artisti, dai dealer (gallerie) o alle aste? 
Per quanto riguarda le opere che offriamo in negozio, trattiamo, soprattutto, direttamente con artisti o con il loro agente. 

Pensi che il boom che sta attraversando il mercato degli originali durerà a lungo? 
Più l'interesse verso il mondo dei fumetti continuerà a crescere, più il mercato delle tavole originali raggiungerà un maggior numero di persone. Il modo di approcciarsi a questo médium potrà cambiare, ma le tavole originali rimarranno sempre uniche. 

Le tavole originali sono davvero un buon investimento? 
Io cerco sempre di convincere gli appassionati non esperti ad acquistare solo per passione e non per cercare di speculare, come bisogna fare per qualsiasi tipo di collezionismo. Quando si fanno scelte dettate dal cuore, non ci può essere delusione in termini di "investimento". 

Quando non è impegnato nella organizzazione di eventi come questo, di cosa ti occupi? 
Con i miei soci di Parigi, Anne e Claude, abbiamo 3 negozi Pulp’s a Parigi, in rue Dante. Ne abbiamo uno anche a Bordeaux. Abbiamo anche una compagnia per la distribuzione dei fumetti d’importazione, ma anche di Sketckbooks e artbooks di artisti, soprattutto americani. A volte siamo noi stessi a pubblicarne alcuni. In breve, i fumetti sono la nostra passione e il cuore di tutte le nostre attività. 

Vuole aggiungere qualche altra considerazione aggiunta alle domande che ti abbiamo posto? 
No, ma potrei proporvene una: "Chi vi piacerebbe vedere invitare come ospiti per la terza edizione?"

E allora, per aiutare Arnaud Lapeyre ad organizzare la prossima edizione di LCCAF possiamo rispondere al seguente sondaggio:



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